“…I treni sono un’idea classica, invulnerabile alle mode, come la bicicletta e l’orologio con le lancette. Sono culle e luoghi di pensiero, dove ci si può abbandonare a ogni fantasia (tanto guida un altro). Sono sale ambulanti di lettura. «Come si sta bene in mezzo agli uomini quando leggono. Perché non sono sempre così?», si domandava Rainer Maria Rilke. È un’ottima domanda senza risposta. Possiamo dire che gli uomini - e le donne, in misura minore - sui treni si comportano bene. Poi scendono e fanno le cose cui hanno pensato in viaggio. E qui cominciano i problemi. Consiglio a tutti di prendere un treno, quest’estate, e girare l’Europa. Capirete i molti comuni denominatori e i pochi, egoistici motivi per cui litighiamo tra noi. L’aereo semplifica e inganna: bisogna veder le facce cambiare a ogni stazione…
~ Beppe Severgnini, Elogio del treno (dove l’uomo è migliore)